In politica, nello sport e nell’attività professionale i luoghi comuni sono duri a morire. Quello più classico riporta la donna alle attività domestiche, come se il lavoro a casa fosse inevitabilmente roba loro.

    Girando l’Italia conosco ogni giorno esperienze di donne fortissime, che al lavoro familiare uniscono quello professionale e riescono a far funzionare le cose! Allo stesso modo conosco tanti ragazzi che a casa lavorano più delle ragazze e non hanno paura a farlo vedere.

    Una cosa però è evidente nel nostro paese: ci sono ancora tantissime violenze nei confronti delle donne. Violenze vigliacche, che esistono in ambito domestico, professionale e sportivo. Sì, anche sportivo, nel momento in cui ad una donna non è consentito diventare mamma se non a rischio di perdere il lavoro, di non andare alle olimpiadi e di non avere alcuna tutela.

    La materia è delicatissima e la legge deve aiutarci a crescere come società, ma una cosa è sicura: il fattore culturale è fondamentale. Allora diamo una mano a questa società e proviamo a crescere insieme eliminando i soliti clichè: non esistono cose da donna!

     

     

    SOLO ROBA DA DONNE?

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