Ecco l’intervista integrale che ho rilasciato sulle vicende del PD nella città di Chieti e in parte riportata questa mattina sul quotidiano Il Centro. Ditemi cosa ne pensate!

    Sono giorni di fibrillazione per la politica cittadina, soprattutto in seno al Pd. Quale valutazione dai delle vicende degli ultimi giorni?

    Negli ultimi giorni la politica cittadina, su diversi fronti, ha dimostrato che non c’è una generale rassegnazione all’inevitabile declino della nostra città e lo ritengo un positivo segnale di vivacità. Nel partito democratico credo sia ora necessario abbassare i toni e discutere nel merito sui temi che riguardano la città di Chieti. Dopo la pesante sconfitta elettorale del 2015 serve un forte rinnovamento, soprattutto nei metodi e nelle idee, mentre si è preferito a volte fare gli struzzi e tenere la testa sotto la sabbia per evitare di vedere la realtà. A ciò si aggiunge il fatto che in questi anni c’è stata poca attenzione da parte del PD regionale sulla città di Chieti e su questo mi sono fatto sentire nelle sedi opportune.

     Il congresso cittadino è alle porte. Hai in mente iniziative per dar voce agli iscritti?

     In qualità di Presidente dell’Assemblea cittadina del partito ho cercato in tutti i modi di evitare che si facessero forzature a danno di qualcuno. In una comunità politica è inevitabile che ci siano posizioni diverse ma tutti devono avere la possibilità di esprimere la loro idea senza paura. Ritengo piuttosto inutili iniziative in cui ci si specchia e ci si applaude in pochi mentre dovremmo lavorare per capire quali errori sono stati fatti e non ripeterli in futuro. Per far questo abbiamo bisogno di tutti, senza prepotenze. E soprattutto dobbiamo essere a contatto con le persone, rivendicare la nostra idea di città.

    Tutela dell’ambiente, rilancio occupazionale, commercio, sanità, dissesto idrogeologico, sicurezza delle scuole, offerta turistica e culturale: questi sono i temi di cui vorrei parlare insieme. La vivibilità e lo sviluppo urbano di Chieti Scalo e il rapporto della città con l’ Università, il campus e i suoi studenti sono altri temi che mi affascinano molto. Il numero delle tessere non mi appassiona. Sicuramente c’è una cosa su cui però non transigo nelle dinamiche di partito ed è il rispetto delle regole. Su questo voglio essere garante di ogni singolo iscritto e simpatizzante del PD di Chieti.

     

     Una parte del partito ti vorrebbe come candidato sindaco. Ma in ballo c’è anche l’elezione per il nuovo segretario cittadino. Sfiderai l’attuale Di Giovanni o ci sono altri in lizza tra le file dei “dissidenti” interni?

    Gli attestati di stima fanno super piacere e ringrazio chi pensa alla mia figura, ma la candidatura a Sindaco è un discorso evidentemente prematuro visto che purtroppo si tornerà a votare in Comune solo nel 2020. Per fortuna al momento delle elezioni non conta l’idea di qualche dirigente di partito ma la volontà dei cittadini. Personalmente sono sempre a disposizione della mia città perchè soffro nel vederla svuotata di persone, uffici ed economie. Oggi le mie energie sono concentrate sul ruolo che Chieti dovrà avere nel contesto regionale e nazionale nel prossimo futuro. Il mio lavoro va solo in questa direzione. Come Presidente dell’Assemblea e con il ruolo di garanzia che svolgo  sarebbe tra l’altro inopportuno candidarmi a segretario cittadino. Per lavorare a sostegno della propria comunità non è necessario avere un’etichetta o una spilla sulla camicia. Tornando al PD personalmente ritengo che ci siano varie figure che vadano coinvolte e soprattutto credo sia molto importante valorizzare il merito. Filippo è senza dubbio una risorsa che mette molta passione in quello che fa. Forse dopo la sconfitta elettorale sarebbe stato necessario un passo indietro da parte di chi svolgeva ruoli di primo piano. Questo però non è avvenuto e ora bisogna solo guardare avanti, nella consapevolezza che a Chieti il centrosinistra ha perso di brutto.

     Cosa immagini nel futuro politico di Chieti?

    Per il futuro ritengo indispensabile coinvolgere tante energie che non hanno appartenenza di partito ma vogliono bene a questa città. Bisogna chiedere impegno diretto a tutte le donne e gli uomini di buona volontà che hanno a cuore il presente e il futuro della nostra comunità, e a Chieti ce ne sono tanti. Esperienze civiche, associazioni, professionisti, imprenditori, volontari: la futura costruzione di un progetto per Chieti deve partire dal loro coinvolgimento e magari rispetto al passato,nel costruire una coalizione, bisogna confrontarsi da subito con amministratori capaci ed appassionati, giovani e meno giovani, che nelle scorse elezioni si è scelto di dimenticare.

     

    Alessandro Marzoli

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