CORRIERE DELLO SPORT

    Mercoledì 27 febbraio 2013

    Intervista di Andrea Barocci al Presidente della GIBA, Alessandro Marzoli.

     

    [TESTO DELL’ARTICOLO]

    L’ULTIMATUM DEI GIOCATORI

    Marzoli, presidente Giba: «Azioni legali contro i club ai primi ritardi nei pagamenti»

    ROMA – Club in forti difficoltà economiche che non pagano i giocatori da mesi, creando situazioni ingestibili anche in campo, americani che se ne vanno, il campionato che subisce danni pesantissimi alla propria immagine e credibilità: la nostra serie A rischia di implodere proprio nell’anno più interessante sotto il profilo dell’equilibro. Le società in debito di ossigeno sono tre, quattro. Nel giro di pochi giorni ad esempio Francesco Gervasio, presidente di Caserta, ha lanciato l’ennesimo allarme, mentre il coach di Montegranaro, l’ex ct Recalcati, è sbottato: «Siamo arrivati al terzo mese senza stipendi. Io sono fortunato, ho guadagnato nella mia vita e posso anche permettermi di stare senza stipendio, ma qui ci sono persone che prendono come un impiegato e hanno diritto di vivere come tutti. Devono darci gli strumenti per lavorare».

    PAZIENZA – Ecco, lavorare. Perchè chi lavora ha il diritto di essere pagato. «La disponibilità è finita…», dice Alessandro Marzoli, una famiglia di cestisti di Chieti (il padre in A, lo zio coach). Il giovane e brillante avvocato è stato da poco eletto nuovo presidente della Giba, l’Associazione Giocatori che riceve un fondamentale contributo anche dal suo vice, il combattivo ex bomber Mario Boni. «Pur comprendendo che ci troviamo in una situazione economica difficilissima – spiega Marzoli – non è accettabile che passi come normalità il fatto che durante l’ anno un club possa venir meno agli impegni presi ad inizio stagione. Questo vale tanto per i pro’ che per i dilettanti». La Giba mette una riga sulla politica scelta sino qualche tempo fa per gestire i rapporti tra i suoi associati e le società, annunciando possibili, clamorose azioni in difesa degli atleti non pagati. «Se in passato c’è stata una grande disponibilità da parte dei giocatori nei confronti dei club in momenti di difficoltà, ora stiamo pensando in futuro di sostenere iniziative legali immediate ai primi ritardi nel pagamento degli emolumenti. Non ci vorremmo dover trovare nella condizione di fare una lista delle “bad companies” per evidenziare quei club che rispettano con puntualità gli impegni presi (e vanno ovviamente ringraziati) e quelli che invece non lo fanno». Marzoli si schiera con il nuovo presidente federale: «Io sono d’accordo con Petrucci quando dice che se una squadra non ha le possibilità economiche per prender parte ad un campionato, non deve neppure iniziarlo. Il diritto alla retribuzione deve essere garantito». Così come deve essere garantita la possibilità di un giocatore di far valere i suoi diritti: i regolamenti prevedono che dopo due mesi di stipendi non versati, ci si può rivolgere alla Giba per avviare prima una ingiunzione di pagamento e poi, eventualmente, un lodo. «Ma un ragazzo prima di farlo ci pensa 100 volte: in molti hanno famiglia e possono subire pressioni psicologiche. Finendo magari per passare per dei privilegiati in quanto giocatori». E qui Marzoli, che in estate ha passato un mese e mezzo negli Usa per aiutare il comitato per la campagna elettorale di Barack Obama, rialza la voce: «Visto che i giocatori possono essere messi in silenzio stampa, ma non la loro associazione, diremo noi quello che ci viene riferito nel caso dovessero verificarsi situazioni spiacevoli. C’è un’ evidente ansia generazionale in tanti atleti, preoccupati per ciò che sarà il loro prossimo futuro, e la GIBA vuole in ogni modo tutelare la serenità familiare e sportiva dei suoi associati».

    ANDREA BAROCCI

     

    65972_169815889833349_983781380_n

    Categorie: Basket e Giba

    Commenta


    Video segnalato

    • Segui Alessandro Marzoli su Facebook
    • Segui Alessandro Marzoli su Twitter
    •  Segui Alessandro Marzoli su Instagram