IL TEMPO Articolo pubblicato lunedì 19 agosto 2013.

    BASKET
    Alessandro Marzoli e Mario Boni al lavoro per garantire più tutele ai giocatori

    DUE ABRUZZESI PILOTANO LA RIFORMA
    Anche per i giocatori di Gold e Silver polizza infortuni e fondo volontario

    PESCARA – C’è molto Abruzzo nella strana coppia che da quasi 9 mesi sta animando il basket italiano. Si tratta di Alessandro Marzoli e Mario Boni, rispettivamente presidente e vice presidente della GIBA (Giocatori Italiani Basket Associati), il sindacato che riunisce i giocatori di pallacanestro che lavorano in Italia e gestisce il loro fondo trattamento di fine rapporto. Marzoli è chietino ed ha avuto il coraggio – unito ad una indispensabile dose di faccia tosta – di candidarsi non ancora trentenne alla poltrona più alta del sindacato, riuscendo a prendere il posto di un famoso uomo di basket come l’avvocato Peppe Cassì, a capo della GIBA per ben 12 anni. Boni è l’amatissimo campione che in Abruzzo è riuscito nell’impresa di portare in Serie A1, da cannoniere, prima il Roseto e poi il Teramo. I due lavorano nell’interesse dei giocatori di basket, battendo costantemente il territorio per essere presenti laddove il basket si gioca: dal raduno della Nazionale con le stelle NBA alla Summer League di provincia, in cui gli atleti meno noti cercano un ingaggio, passando per i tornei e gli stage che coinvolgono i giovani, senza dimenticare la vicinanza al mondo del basket femminile, avendo cooptato nel direttivo la Capitana della Nazionale, Raffaella Masciadri. Un lavoro che recentemente ha prodotto un accordo molto importante fra la GIBA e la Lega Nazionale Pallacanestro, che gestirà tutto il basket maschile, esclusa la Serie A. L’accordo garantirà ai giocatori di Gold e Silver, oltre alla polizza infortuni, anche il fondo volontario (detto fondo di sostegno). Il fondo di sostegno è davvero una grande conquista, visto che gli atleti dilettanti potranno triplicare il loro investimento, grazie all’accordo che prevede, a fronte del versamento del giocatore di una somma, il versamento del doppio da parte del club nel quale gioca. Nessuno strumento finanziario è in grado di dare quelle garanzie, logico perciò che il presidente Marzoli tenga molto a comunicare la necessità di attivarlo, iscrivendosi al sindacato: «L’iscrizione alla GIBA e l’adesione al Fondo sono atti volontari e non obbligatori, ma noi consigliamo vivamente gli atleti di iscriversi e aderire, proprio perché è nei momenti di maggiore crisi economica che è giusto ricorrere a strumenti di tutela che siano anche sicuri investimenti per il futuro e che diano, grazie al contributo delle società, la possibilità di arrivare con maggiore serenità a fine carriera». È d’accordo anche Mario Boni, che dalle colonne del suo blog, ospitato nel sito GIBA, chiosa: «Vi invitiamo a iscrivervi alla GIBA e ad attivare il Fondo di Sostegno. Nessun conto corrente e nessun titolo vi consentono di triplicare la somma che versate. Grazie al nostro accordo e alla disponibilità della Lega, questo è invece possibile attivando il Fondo: un risparmio forzoso che vi farà comodo quando smetterete e magari impiegherete un po’ di tempo per trovare la vostra seconda strada nella vita, dopo quella del basket giocato». Marzoli e Boni, con la ripresa della stagione agonistica, gireranno l’Italia per visitare le squadre in raduno e ascoltare le problematiche della base.

     

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